Blog

Blog

Spuntino: lo stai facendo bene?

Oggi parliamo di spuntini, sono davvero imprescindibili in una dieta bilanciata? No, a mio avviso sono tranquillamente evitabili se non se ne sente la necessità.

Poi, diciamoci la verità, quando si è a “riposo forzato” il dispendio energetico è talmente ridotto che non dovremmo neanche avere tanta fame. 

Dunque cerchiamo di fare chiarezza:

📍 La prima cosa da tenere a mente è che lo spuntino non è un pasto vero e proprio, ma è solo un modo per regolarizzare l’assunzione di cibo durante la giornata, (ovvero, è il famoso “spezzafame”).

📍 Secondo punto, con lo spuntino puoi integrare quegli alimenti sani che non consumi ai pasti principali per vari motivi. (come frutta fresca o secca)

📍 Terzo punto, lo spuntino deve essere PIANIFICATO, quindi non è possibile considerarlo come un continuo spiluccare, un po’ di questo, un po’ di quello, ma tanto le mandorle fanno bene, ma la nutrizionista mi ha detto che il cioccolato fa bene all’umore, è rimasto un pezzo di focaccia se non la consumo si fa secca. NO!

Lo spuntino, se c’è, merita il suo tempo e il suo spazio. Smetti di smart-lavorare, di parlare al telefono, di guardare la tv o fare la chiamata skype, scegli con criterio cosa mangiare e goditelo.

Ecco quindi una serie di suggerimenti per chi non vuole rinunciarci:

🧁 𝗬𝗼𝗴𝘂𝗿𝘁 Qua potremmo aprire un capitolo intero, ma riassumiamo così: deve essere bianco al naturale o yogurt greco o skyr bianco. NIENTE DI PIU’ NIENTE DI MENO. Niente zuccheri aggiunti (impariamo a leggere le  etichette), no yogurt alla frutta, no a granelle, cremine e cosine belline da aggiungere.

🍍 𝗙𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮, 𝘀𝗽𝗿𝗲𝗺𝘂𝘁𝗲 𝗼 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶𝗳𝘂𝗴𝗮𝘁𝗶 La frutta è una buona idea (badando sempre alle porzioni), così come spremute (NO SUCCHI DI FRUTTA, di nessun tipo, è inutile farsi venire il dubbio, evitali e basta (; ), frullati o centrifugati di frutta fresca.

🥜 𝗙𝗿𝘂𝘁𝘁𝗮 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗺𝗶 𝗼𝗹𝗲𝗼𝘀𝗶 Al naturale e non salati.

Questa è la top 3. Se poi siete persone attive e con un metabolismo particolarmente collaborativo potete combinare anche due degli alimenti appena elencati.

Inoltre:

🥪 𝗦𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝘀𝗮𝗹𝗮𝘁𝗼 Una fetta di pane tostato (o un paio di gallette) con verdure e del formaggio magro o anche con dei salumi (ma manteniamoci su 1 volta a settimana e magri). In alternativa, una parsimoniosa dose di burro di frutta secca.

🍿 𝗣𝗼𝗽 𝗰𝗼𝗿𝗻 Con tazzina di mais secco puoi ottenere una porzione adeguata di pop corn. Niente pop corn in busta, prepararli a casa e non esagerare con olio e burro, il segreto, neanche troppo segreto, è sempre lo stesso: la moderazione.

🍫 𝗤𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝗼𝗰𝗰𝗼𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 Che sia almeno al 70% e fai attenzione a non divorare l’intera tavoletta. Puoi abbinarlo ad un alimento della top 3.

🍪 𝗦𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗼𝗹𝗰𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗶 𝗴𝗼𝗹𝗼𝘀𝗶 Un ciambellone (una fetta), biscotti fatti in casa, o, per i meno dediti ai fornelli,  una fettina di pane tostato con la marmellata, magari in abbinamento con una tisana o un thè (le bottiglie di thé freddo NO!) così aiuti anche l’idratazione, inutile ripetere quanto sia importante, vero?

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗲𝘃𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲? Barrette e snack cosiddetti “dietetici” che in realtà spesso non lo sono affatto a dispetto di quanto raccontino le pubblicità. Ovviamente un grande NO se lo beccano patatine, salatini, merendine e snack salati vari, inutile spiegare il perché, confidiamo nella tua intelligenza.

Contenuti elaborati in collaborazione con la dott ssa Silvia Cesarano. 

#stayhealty

#stayfit

#staublonde 

Le fragole

Hanno riempito i banchi dell’ortofrutta, con il loro colore splendente e un chiaro messaggio: è ufficialmente arrivata la primavera! 

Le fragole apportano pochissime calorie, sono quindi le candidate ideali per una merenda sana e sfiziosa. Questo frutto naturalmente dolce e stuzzicante è stato addirittura definito un alimento a calorie zero, dato che 100 g di parte edibile sono composti per il 90% di acqua e apportano sole 27 kcal. 

L’apporto nutrizionale è sbilanciato verso gli zuccheri semplici, mentre le proteine sono presenti in quantità davvero trascurabile.

I motivi per cui scegliere le fragole per la nostra merenda primaverile sono tanti: uno di questi è che sono ricche di potassio e manganese, utilissimi per ristabilire il benessere fisico e mentale ed efficaci per combattere il senso di stanchezza che potrebbe coglierci con i primi caldi. 

Molto concentrata anche la presenza di acido folico, acido ascorbico e antiossidanti. Questo rende le fragole uno degli sfizi ideali da concedersi in gravidanza, ma attenzione: ora più che mai i frutti vanno lavati con grandissima cura, soprattutto durante la gestazione.

So che probabilmente vi ho già convinti, ma vi do un altro paio di motivi per comprare le fragole nella vostra prossima spesa settimanale: Aumentano la produzione di un ormone chiamato adiponectina, che stimola il metabolismo e riduce l’appetito, e diminuiscono l’assorbimento di amidi. Inoltre, sono in grado di controllare il livello di zucchero nel sangue e quindi di aiutano a prevenire il diabete e la formazione di grasso addominale. 

L’effetto sbiancante si può ottenere grazie all’acido malico contenuto nelle fragole, che possono essere spalmate sui denti a mo’ di impacco solo occasionalmente, per non rischiare di aggredire lo smalto. Meglio di così!

#stay red

#stay spring

#stay Blonde

Read More

Crema di fave fredda

Una ricetta facile facile, molto primaverile e che vi farà sentire dei veri assi un cucina.

Ingredienti per 150g di crema di fave fredda.

  • 200g di fave fresche
  • 1 limone
  • 1 cucchiaio di olio EVO
  • q.b. sale
  • q.b. pepe
  • q.b. menta fresca

Procedimento:

Una volta sbaccellate le fave (circa 1,5kg-2 con tutto il baccello), sciacquatele e immergetele per pochi secondi, massimo un minuto, in acqua bollente.

Immergetele subito dopo in acqua con molto ghiaccio. Lo schock termico vi aiuterà a sgusciarle con estrema facilità.

Una volta sgusciate aggiungete l’olio, il succo di mezzo limone o più, un pizzico di sale e un po’ di pepe.

Frullate tutto finché non sarà un composto cremoso.

Aggiungere la menta tagliata finemente. Potete usare la menta anche per decorare la vostra crema.

Questa crema si presta bene sia come condimento per i primi piatti che come crema da aggiungere a del pane tostato. Essendo il sapore delle fave tipicamente dolciastro si abbina bene anche a formaggi stagionati. Provatela con del pecorino.

Io me la gioco spesso all’aperitivo, ha un bell’aspetto, è buona, leggera e fa sempre una bella figura.

#staygreen

#stayveggie

#staiblonde

Read More

La chimica della felicità

La felicità è dentro di noi, letteralmente!

Ci sono infatti 4 ormoni che sono incaricati di farci stare bene.

La dopamina.

Partecipa ai meccanismi di piacere e ricompensa e da diversi studi risulta che l’encefalo rilasci questa molecola proprio in situazioni di piacere. 

Ma possiamo aumentarne la produzione dormendo e riposando a sufficienza e facendo movimento tutti i giorni. 

Con il cibo possiamo stimolare in maniera indiretta la produzione di dopamina. I principali aiutanti della dopamina sono germe di grano, legumi, carne, uova e pesce (che contengono fenilalanina) e ancora  frutta secca, banane, avocado, semi oleosi, latticini, cacao e curcuma (ricchi in tirosina) 

Se li si mescola tra loro e li si cucina bene, è ancora meglio. 

L’ossitocina.

Riduce lo stress e aumenta la libido.

Famosa per il suo ruolo centrale durante il travaglio e il parto e successivamente nel processo di allattamento. L’ossitocina, inoltre, di recente è stata indicata come elemento chiave nelle interazioni sociali e nelle relazioni sentimentali, da questo il soprannome di “ormone dell’amore”.

Possiamo stimolarne la produzione meditando, abbracciando persone care ed essendo generosi.

Pare che questo ormone riesca anche ad abbassare i livelli di paura, ansia e stress.

Per stimolare questo ormone tramite l’alimentazione gli ingredienti magici sono: Il melograno, la vaniglia, il cioccolato (meglio se fondente), le banane, il miele, le fragole e le mandorle.

Non c’è modo di non pensare ad una torta da condividere con chi si vuole bene. 

La serotonina.

Regola lo stato d‘animo è noto infatti come “l’ormone del buonumore”.

Interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà.

Può essere stimolata dalla gratitudine e dal contatto con la natura. 

Se invece si vuole puntare su una dieta che alzi i livelli di quest’ormone bisogna introdurre nella quotidianità determinati alimenti, alcuni inusuali come come l’ alga spirulina disidratata o i semi di soia o più semplicemente  semi di sesamo e di girasole, cacao, cioccolato fondente, patate, banane, riso, cereali integrali, verdure a foglia verde, noci e mandorle, kiwi, ananas, ciliegie visciole, pomodori, banane e prugne.

Non va male per il nostro palato.

Le endorfine.

Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante.

Possono essere stimolate praticando ciò che appassiona, ballando, praticando sport, divertirsi e ridere.

L’aspetto più affascinante ed interessante delle endorfine risiede nella loro capacità di regolare l’umore. Durante situazioni particolarmente stressanti il nostro organismo cerca di difendersi rilasciando endorfine che da un lato aiutano a sopportare meglio il dolore e dall’altro influiscono positivamente sullo stato d’animo.

I principali alimenti che aiutano la secrezione di endorfine sono il cioccolato, il peperoncino (e già qui mi fermerei soddisfatta), le uova, il pesce, la frutta secca e i carboidrati.

Insomma, vuoi tirarti su di morale? Fatti un bel piatto di pasta e non lesinare con il peperoncino.

Insomma, è chiaro che un’alimentazione ben disegnata, con alimenti naturali e ben equilibrati tra loro non solo ci fa bene al corpo ci fa bene anche all’umore

L’ho sempre detto che mangiare bene rende felici.

#stayhappy

#stayhealthy

#stayBlonde

#IORESTOACASA e #RESTOSANO!

Restare sani in corpo e spirito sembra davvero difficile in questo momento, ma un piccolo proverbio può esserci d’aiuto, siamo quello che mangiamo! E noi italiani, se si avverasse alla lettera il vecchio detto, saremmo tutti tramutati in pizza nel giro di poche settimane.

Ma oggi non sono qui per fare la ramanzina a nessuno!  

Il cibo è un piacere, una consolazione, una passione ed un importante fonte di distrazione in quest giorni. 

In un momento in cui ci viene chiesto di stare fermi e non produrre noi stiamo fermi ma produciamo torte, pizze e brioche, siamo dei sovversivi….non ci sta niente da fare.

Quando si ha la fortuna di essere in compagnia in casa si cerca di trovare aggregazione e piacere a tavola con la famiglia, o quella che in questo momento lo è diventata, e se si è soli si può cadere in tentazioni goduriose di scarso valore nutrizionale ma che ci rendono fieri delle nostre prodezze ai fornelli o esperti delle schifezze più prelibate che il mercato ci offre. 

Difficilmente ci si astiene da qualche peccatuccio di gola, ma i peccatucci uno dietro l’altro diventano vizi, insommma errare è umano ma….oggi sono in vena di luoghi comuni…a proposito, non esistono più le mezze stagioni. 

Insomma come si fa?

  • Considerando che passiamo molto più tempo in casa e che può capitarci più di frequente di annoiarci e desiderare qualcosa di buono, evitiamo di riempire la dispensa di cibi ad elevata densità calorica ma scarsi in nutrienti (vedi patatine in busta o merendine). 
  • Una spesa intelligente ed organizzata, oltre ad essere fondamentale per impedirci di uscire a fare compere più spesso di quello che è consigliato, ci aiuta a mantenere un regime alimentare sano e controllato. Una sana alimentazione inizia quindi dal nostro carrello. L’hai fatta la lista della spesa, vero?
  • Quando cuciniamo i nostri pasti, visto che abbiamo più tempo, possiamo dedicarci a preparazioni lunghe e laboriose, ma non per questo poco salutari. Ma lo sapete quanto tempo devono stare a bagno i legumi secchi? 
  • Componiamo il nostro piatto con una fonte di carboidrati, (meglio ancora se integrali), una fonte di proteine magre, e una porzione abbondante di verdure, senza dimenticare una fonte di grassi buoni, come l’olio d’oliva extravergine crudo.
  • Per gli spuntini prediligiamo frutta e frutta secca, e se siete proprio bravi fate pure dei dolcetti semplici e poco zuccherati da consumare in porzioni equilibrate. 
  • Manteniamoci anche ben idratati, bevendo almeno 1,5 litri d’acqua al giorno, le tisane danno un ottimo contributo.
  • Ultimo ma non ultimo, dedichiamo ai pasti il giusto tempo.  Mangiare lentamente ci aiuta a sentirci più sazi e a digerire meglio, oltre che a goderci il frutto dei nostri sforzi culinari.

Insomma, sono fin troppo buona in questo periodo, godetevelo non durerà per sempre, ma ce lo meritiamo tutti, stressarci anche a tavola non serve a nulla ora come ora, ma mantenere un controllo su quello che scegliamo di mangiare oggi ci garantirà di essere più soddisfatti del nostro stato di salute ed estetico quando potremo rimettere i jans.

Andrà tutto bene, anche i jeans 😉

Amore e dieta: come sopravvivere agli sgarri in coppia

Mi capita spessissimo di ricevere questa domanda: “Come faccio a rispettare la dieta se vivo con qualcuno che non sta attento a ciò che mangia?”. E qui si apre un capitolo interessante. Innanzitutto: ti capisco. 

Curare l’alimentazione mentre qualcuno al tuo fianco finisce senza esitazione due etti di carbonara o un dolce al cioccolato richiede una forza di volontà non indifferente. Ma non è un’impresa impossibile, se segui questi piccoli trucchetti.

Il problema può presentarsi soprattutto se la persona che ha intrapreso un percorso dietetico e vuole stare attenta a ciò che mangia deve preparare da mangiare anche per il partner. Anche in questo caso, non tutto è perduto. Ecco dei suggerimenti pratici e furbi per mantenere i buoni propositi e non rovinare l’armonia familiare.

  1. Cucinate insieme: chi l’ha detto che  devi impersonare il ruolo del carceriere e farti odiare perché hai messo in tavola del cibo troppo sano? 😜 Trasforma il momento della preparazione del pranzo in un gioco, da fare rigorosamente in due. Anche le verdure sembreranno più divertenti. 
  2. Variare, variare, variare! Lo ripeto spesso: non è vero che la dieta deve essere una sequenza di piatti tristi e noiosi. Dimentica la fettina di petto di pollo anemica con contorno di broccoli (che però a me onestamente piace tanto e non me ne vergogno). Un’alimentazione sana è anche gioiosa, colorata, più varia possibile! Crea infinite combinazioni di colori e sapori e ti assicuro che grazie alle nuove ricette la tua dolce metà non rimpiangerà le serate a base di junk food difficile da digerire!
  3. Fai qualche compromesso: per andare incontro alle esigenze del partner e non costringerlo/a a sacrifici non richiesti, accetta di fare qualche compromesso. Desidera a tutti i costi un piatto di pasta? Scegli quella integrale e riduci le tue porzioni. Chiede insistentemente quella ricetta che ti riesce a meraviglia? Sostituisci l’olio extravergine d’oliva al burro. Voglia di mozzarella? Preferisci una porzione di ricotta. Insomma, cerca di incontrare a metà strada le esigenze della persona con cui vivi.
  4. Lo sgarro è sacro: mi piace ripetere che la dieta non deve essere un infinito sacrificio che ci metta a dura prova. Lo sgarro, è un atto di disordine che organizza meglio l’ordine di tutti i giorni. Quindi sì alla pizza del sabato sera, sì al brindisi con le bollicine nelle occasioni speciali e sì soprattutto a continuare a vedere il cibo per quello che è: un piacere!

Per concludere: niente è impossibile, neanche rispettare la dieta pur vivendo con una persona che non ha nessuna intenzione di abbandonare il lato oscuro, ma se lo abbandona e inizia con voi un sano percorso alimentare i successi sono garantiti!

#stay in love
#stay healthy
#stay Blonde

Come rinforzare il nostro sistema immunitario

Oggi vi parlo di qualche trucco per rinforzare il nostro organismo e vivere bene oggi e nel futuro. 

Voglio condividere con voi una lista di alimenti che possono solo farci bene e che rinforzeranno il nostro sistema immunitario (pronti a diventare Wonder Woman e Iron Man ;D)

  1. Cavoli, cavolfiori, broccoli, cavoletti…e chi più ne ha più ne metta! Ne ho già parlato qualche tempo fa: questi alimenti, che sembrano poco gradevoli all’olfatto, sono dei veri e propri concentrati di vitamine (soprattutto del gruppo B) e ci rendono più sani.
  2. Aglio: non c’è proprio verso di essere sani e profumati eh? Scherzi a parte, l’aglio è considerato a ragione un vero antibiotico naturale. L’allicina che contiene, infatti, è un antifungino e antibiotico. Ci sono ricerche che confermano che chi consuma aglio quotidianamente ha il 46% di probabilità in meno di contrarre malanni di stagione. Mica male!
  3. Fermenti: presenti naturalmente nello yogurt con probiotici, i fermenti lattici mettono in ordine il nostro intestino e, di conseguenza, tutto il nostro corpo. Consumare le giuste quantità di yogurt, quindi, ci aiuta a sistemare la nostra popolazione batterica il che ci permette di assimilare meglio i nutrienti presenti in tutti gli altri cibi.
  4. Mandorle: gli antiossidanti che contiene questa golosa frutta secca ci permettono di resistere al meglio alle influenze di stagione e ai malesseri propri di questo periodo.
  5. Agrumi: lo do quasi per scontato, la vitamina C presente nelle arance e negli altri agrumi può solo farci bene e rinforzare naturalmente il nostro sistema immunitario. Via libera alle spremute del mattino (non zuccherate), che sono efficaci quanto e più di un integratore preso in farmacia!
  6. Cioccolato… lo stavate aspettando, lo so! Quindi dopo avervi propinato aglio e cavoli vi consolo con questa dolcezza finale. Il cioccolato fondente (capito? Fondente!), dunque quello con la maggiore concentrazione di cacao, stimola la funzionalità dei linfociti T-helper, i quali ci aiutano ad affrontare le infezioni e a guarire più in fretta.

La lista è finita, mangiate sano e pensate sano che “mens sana in corpore sano” it’s old but gold.

#stayhealty
#staygold
#stayblonde

La dieta Chetogenica SVELATA

Oggi ho deciso di affrontare questo argomento sempre più caldo e quanto mai frainteso. 

Non è una dieta iperproteica.

Non è una dieta che si può fare per sempre. 

Non è una dieta che fa male alla salute di un soggetto senza particolari patologie pregresse.

Non è una dieta che possono fare tutti.

Una volta chiarito cosa non è, cercherò di chiarire cosa invece è una dieta chetogenica, come funziona e perchè è una delle diete che, quando posso, propongo ai miei pazienti.

La dieta chetogenica è una dietoterapia, quindi, prima di tutto, va fatta con criterio e assicurandosi di essere seguiti da un professionista che sa cosa sta facendo.

Come funziona? Si introduce un apporto bassissimo di carboidrati, talmente basso che sembra che non ci siano.

Meccanismo BIOCHIMICO:

Il ridotto apporto di carboidrati porta alla riduzione dei livelli ematici di insulina con l’inibizione della sue attività glicogenosintesi (conservazione del glucosio sotto forma di glicogeno) e liposintetica (formazione di lipidi).

Il rapporto insulina/glucagone viene così invertito a favore di quest’ultimo. Il glucagone è un ormone tipicamente lipolitico (distruttore di grasso) e la sua azione è rivolta soprattutto ai trigliceridi di riserva, contenuti negli adipociti dell’organo adiposo (le maniglie dell’amore, ad esempio, che quindi vengono “distrutte”).

Vengono quindi chiamati in campo i due componenti dei trigliceridi: glicerolo e acidi grassi liberi. 

Il glicerolo viene trasformato in glucosio (gluconeogenesi epatica) contribuendo alla normale concentrazione ematica di glucosio. Gli acidi grassi liberi invece subiscono due diversi destini; in gran parte vengono ossidati nella muscolature scheletrica (e quindi si ha una preservazione della massa magra) e in piccola parte invece subiscono una trasformazione che li fa diventare corpi chetonici.

Si crea quindi un sistema di controllo reciproco tra corpi chetonici e insulina che assicura una chetosi moderata e stabile.  

Fine delirio biochimico

Questo mio delirio biochimico direi che può finire qui, però spero sia chiaro che non è magia nè fortuna, ma scienza e come tale va applicata. Quindi una dieta chetogenica o si fa o non si fa, non c’è una via di mezzo, uno sgarretto o un po’ di libera interpretazione (quando parlo di questo argomento è uno dei momenti in cui sono meno blonde-mood-ever).

Le paure riguardo la dieta chetogenica sono sempre tante, e talvolta immotivate, la mia preferita è quella che attanaglia tutti : “se perdo peso in fretta, lo riprendo subito”.

Essendo che la scienza è esatta e che la chetogenica si fa o non si fa, se si fa funziona! Quindi è un ottimo metodo per perdere peso in fretta e bene, conservando la massa muscolare e perdendo quella grassa.

Una rapida ripresa di peso dopo un importante e rapido calo ponderale non è supportata scientificamente. 

Ormai già ben oltre 15 anni fa è stato dimostrato che una perdita di peso ottenuta con una dieta a bassissimo apporto calorico, seguita da un programma per il mantenimento del peso, permetteva di mantenere i risultati più a lungo (Atrup A, Rossner S. Obes Rev 2000; Anderson JW. Am J Clin Nutr, 2001), con notevoli miglioramenti metabolici (  Anderson JW. Am J Clin Nutr, 1994).

Si è dimostrato infatti che quando si adotta uno stile di vita sano e si pratica regolare attività fisica (30-40 min al giorno di camminata veloce, niente di assurdo per intenderci), il rapido ed iniziale calo di peso, dovuto a una dieta ipocalorica o molto ipocalorica, seguite da una dieta ipocalorica bilanciata, della durata di almeno un anno, favorisce il mantenimento del peso perduto.

Quindi l’impegno è chiaramente a lungo termine, ma questo vale per qualsiasi dieta. Raggiungere un obiettivo per essere più sani e in forma cambiando lo stile alimentare e le abitudini  significa anche mantenerle nel tempo, tornare a una vita sregolata e poco attiva significa anche tornare a rimettere il corpo nelle condizioni iniziali. 

Come è nata la chetogenica?

Pare che l’inventore sia stato Gesù, infatti la dieta chetogenica mima quello che succede nel nostro organismo quando siamo sottoposti ad un digiuno prolungato. Nel vangelo di Matteo si legge che Gesù curò un bambino “indemoniato” prescrivendogli preghiera e digiuno. (Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno). 

Ormai è noto che la dieta chetogenica è la terapia di prima scelta per alcune malattie metaboliche che danno anche epilessia, anche in pazienti in età pediatrica.

In tanti, meno famosi del figlio di Dio, hanno poi lavorato e rielaborato diete a privazione di carboidrati fino ad arrivare alla conclusione che una privazione di carboidrati, un aumento dell’apporto dei grassi e un normale apporto di proteine fossero la formula perfetta per avere una dieta ipocalorica, sbilanciata, chetogena,  e sicura. 

La dieta chetogena è dunque SBILANCIATA, e deve essere TRANSITORIA, non può essere fatta per tutta la vita, anche perché e impegnativo sia socialmente che mentalmente mantenere un’alimentazione del genere se non è usata come terapia. 

Essendo sbilanciata non è esattamente educativa, ma un ritorno progressivo alla normalità e a una dieta di mantenimento possono renderla molto utile.

Per chi è indicata: 

  • Obesità 
  • Sovrappeso con obesità addominale
  • Obesità/sovrappeso accompagnata da diabete di tipo 2
  • Obesità/sovrappeso accompagnata da apnee notturne
  • Obesità/sovrappeso accompagnata  da patologie dell’apparato locomotore
  • Obesità/sovrappeso accompagnata da sindrome dell’ovaio policistico
  • Obesità/sovrappeso accompagnati da malattia renale

Controindicazioni:

  • Diabete di tipo 1 
  • Insufficienza renale
  • Grave insufficienza epatica
  • Insufficienza cardiaca
  • Aritmie cardiache
  • Gravidanza e allattamento
  • Infanzia e adolescenza
  • Disturbi psichiatrici gravi

(Baker S, Jerum G, Proietto J. Effects and clinical potentialof very-low-calorie-diets (VLCDs) in type 2 diabetes. Diabetes Res Clin. Pract. 2009 Sept; 85(3): 235-42)

Insomma la chetogenica è una dieta utile, senza rischi per chi non ha caratteristiche particolari, blocca la fame, rende più vigili e attenti, aiuta a dimagrire e alla fine è anche comoda, ma va seguita con l’aiuto di un professionista che agisca in scienza e coscienza sempre.

Ora la smetto.

Si mangia (anche) con gli occhi

Non ci vedo più dalla fame. Perché questo modo di dire? Evidentemente l’alimentazione ha molto in comune con quello che tra i cinque sensi è senza dubbio il predominante: la vista. Insieme ad olfatto e gusto, il cibo coinvolge i nostri occhi nella sua presentazione, sia prima che dopo la preparazione delle pietanze.

Questa consapevolezza può aiutarci in qualche modo nelle nostre scelte alimentari? La risposta è assolutamente sì!
Partiamo dai colori. Di recente moltissimi enti di educazione alimentare e le stesse catene di distribuzione degli alimenti freschi, come frutta e verdura, hanno posto grande attenzione e un forte accento sui colori dei cibi. Mai sentito parlare dei 5 colori della salute? Il bianco, il verde, il viola, il rosso e il giallo/arancio: ecco i protagonisti di un metodo semplice e intuitivo per scegliere alimenti che ci facciano stare bene a tutto tondo. Vediamoli più nel dettaglio.

I 5 colori della salute

Il verde, tipico delle verdure a foglia, indica la presenza di clorofilla e quindi di magnesio, insieme all’acido folico che contribuisce alla funzione del sistema immunitario. I cibi rossi (soprattutto la frutta e i pomodori) sono veicoli di licopene ed antocianine e migliorano la salute di denti, ossa, capelli e pelle. Scegliendo cibi gialli ed arancioni (quindi agrumi soprattutto) ci assicuriamo un buon apporto di vitamine e di betacarotene, fondamentali per la vista e per un sistema immunitario a prova di influenza stagionale. Da non sottovalutare il colore blu/viola dei frutti di bosco, delle melanzane e delle prugne. Questi alimenti, con antocianine e potassio, rigenerano il corpo dopo sforzi fisici intensi. Ultimi ma non ultimi, i cibi bianchi apportano potassio, fibre e abbassano naturalmente i livelli di colesterolo nel sangue.

Quelle che ho qui riassunto sono informazioni volutamente generiche: molto altro ci sarebbe da dire su tutti questi fantastici alimenti, e il mio scopo è approfondire insieme a voi un tema alla volta.

Presentazione e impiattamento: cambia? Eccome!

Voglio ora concentrarmi sulla presentazione delle pietanze: quante volte avete associato la parola dieta all’immagine triste di un piatto mezzo vuoto con dentro una fettina di petto di pollo e un paio di broccoletti noiosi? Probabilmente troppe: dimenticate che il cibo è un piacere e, come tutti i piaceri, anche l’occhio vuole la sua parte. La presentazione di un piatto, soprattutto di quelli sani che includano frutta e verdura coloratissimi e pieni di nutrienti, può fare tutta la differenza. Stanchi della solita insalata con le foglie rinsecchite? Passate alla bowl! Sembra che non cambi molto, ma adagiare i cubetti di pollo su un letto di insalata fresca e al fianco di due o tre tipi di verdura colorata tagliata a pezzetti può fare tutta un’altra impressione. O che dire delle vellutate? Una buonissima e avvolgente vellutata di zucca si presenta con un fantastico colore arancio acceso, per non parlare di una vellutata di cavolfiore viola, a cui basta un goccio di limone per diventare fucsia, meravigliosa! Insomma, sbizzarritevi e abbondate con le verdure di stagione: la natura sa come rendere belle le cose che ci fanno bene!

Ultimo ma non ultimo consiglio: fate attenzione all’impiattamento e a come apparecchiate la tavola. Perché riservare le tovaglie colorate e i piatti più belli a pranzi e cene con gli ospiti? Non siamo forse noi le persone più importanti della nostra vita? Via libera, allora, al servizio buono anche per il pranzo di un normale martedì: ce lo meritiamo!

Stay colorful, stay healthy, stay Blonde!

Col Cavolo!

In questo periodo dell’anno tutti noi sentiamo il bisogno di cibi caldi e confortanti ma leggeri. Con gli eccessi delle feste ormai alle spalle e il desiderio di coccolarci e rilassarci senza appesantirci, cerchiamo un modo per variare la nostra alimentazione e depurarci dal profondo. 

Possibile? Col cavolo!

No, non significa che sia impossibile. Significa esattamente che il cavolo può diventare un nostro prezioso alleato. Con la parola cavolo, in questo articolo, mi riferisco a due varietà invernali che si prestano a moltissime preparazioni: il cavolo cappuccio e il cavolo verza. 

Queste due sottospecie della famiglia delle Brassicacee sono davvero molto simili e hanno anche le stesse caratteristiche botaniche e nutrizionali. Le differenzia la forma delle foglie, più grinzose nella verza. Alla stessa famiglia appartengono anche i cavoletti di Bruxelles, perciò per transitività ciò che diremo di cavolo cappuccio e verza vale anche per loro.

I due preziosi ortaggi sono assolutamente da inserire in una dieta equilibrata perché hanno spiccate proprietà antitumorali e contribuiscono alla salute dell’intestino (per le elevate quantità di fibre) e dell’organismo in generale. La concentrazione di vitamine del gruppo B e di vitamina C li rendono potenti antiossidanti. Il cavolo rappresenta inoltre un’importante fonte di potassio.

Il cavolo e la verza fanno parte di quel gruppo di alimenti che potremmo definire “amici” e che ci permettono di depurare fegato e intestino in modo naturale e senza dover ricorrere a farmaci, integratori o tisane dal sapore sgradevole. Ancora una volta la natura ci viene incontro nel nostro bisogno di leggerezza e ci dà la soluzione, immediata e soprattutto economica!

Come cucinarlo?

Come cucinare il cavolo? scottare le foglie in padella e accompagnare al nostro secondo, tagliato fino crudo all’insalata, o cotto al vapore e poi insaporito con spezie per condire la pasta e ultime ma non ultime, le vellutate. Per chi non lo avesse ancora capito, ma credo siate rimasti in pochi, io sono una grandissima fan delle vellutate. E come non esserlo, con la loro meravigliosa consistenza e il calore che sprigionano nelle serate d’inverno? Vi consiglio quindi di consumare il cavolo bollito e frullato, anche in abbinamento con altre verdure. Per una cucina senza sprechi, cercate di fare attenzione quando scegliete l’ortaggio. Un gambo non troppo sviluppato può risultare tenero e prestarsi quindi alla bollitura per rendere la vostra vellutata ancora più cremosa. Olio extravergine d’oliva a crudo, pepe e qualche fettina di pane abbrustolito: se non è comfort food questo!